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"Ragazze elettriche" di Naomi Alderman - Recensione -

Buongiorno ^_^
Ormai il Natale è alle porte, e questa cover rossa direi che ci sta proprio bene. Anche se il tema non ha nulla a che vedere con cori armoniosi e pranzi in famiglia.

Serie: -
Autore: Naomi Alderman
Editore: Nottetempo
Genere: Distopico

TRAMA: 
In questo romanzo visionario dai toni fantascientifici, Naomi Alderman costruisce una perturbante distopia che è anche una parabola sul potere e sulle sue perversioni. In un tempo imprecisato ma molto vicino al nostro presente, nel mondo comincia all'improvviso a verificarsi uno strano fenomeno: prima le ragazze, e poi le donne in generale, sviluppano la capacità di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche emanate dalle loro mani e attivate da una misteriosa "matassa" collocata sulle clavicole. Si innesca cosi un'inedita gerarchia di potere - in cui gli uomini sono ridotti in schiavitù, seviziati e uccisi - che è anche un'imprevista evoluzione dei rapporti tra i sessi e l'impulso a un nuovo ordine globale, con esiti inarrestabili e catastrofici. "Ragazze elettriche" scompagina il racconto del futuro prossimo e penetra nelle vene della crudeltà che abita ineludibilmente, come uno stigma, la conquista e l'esercizio del potere.
Dunque, senza entrare troppo nel merito di quella che è la trama, e senza neanche approfondire la caratterizzazione dei personaggi, vi dirò schiettamente che questo romanzo non mi è piaciuto. E dire che è da molti considerato quasi allo stesso livello de Il racconto dell'ancella.
Passi l’idea di scrivere una storia in cui vengono ribaltati gli ruoli canonici UOMO/DONNA in cui si mostra come sarebbe il mondo se fossero gli uomini quelli denigrati, sottopagati, violentati, e via dicendo.
MA! UN GIGANTESCO MA!
Mi sarei aspettata un risvolto diverso. E invece, questo libro non è altro che un susseguirsi di violenze, vendette, crimini efferati, odio allo stato puro!
Sicuramente l’autrice avrà inteso la storia in una chiave diversa da quella che ho percepito io, anzi, credo di aver intuito cosa volesse fare, ma di fatto non ci è riuscita, perché il suo messaggio si è perso negli spargimenti di sangue e nelle scelte sbagliate dei personaggi.
Quindi, pur apprezzando l’intento di Naomi, mi ritrovo a bocciare (mio parere personale eh) il libro che ahimè, ha perso il suo potenziale (grandissimo davvero) in un groviglio di dolore che offusca la mente del lettore.
Cosa voleva dirci con questa storia?
Che se anche fossero le donne ad avere il potere lo userebbero nella maniera sbagliata, perché il potere è di per sé sbagliato?
Che l’umanità è senza speranza perché l’istinto umano è quello di infliggere dolore perché succube di una perversione animale?
Che è meglio che l’uomo detenga le redini della società, perché diversamente sarebbe l’inizio della fine? Mi auguro vivamente di no!
Insomma, troppe premesse per un solo libro, quindi per queste e un’altra serie di domande e pensieri che non sto a elencarvi, il mio parere su questo romanzo è negativo. Sorry… ma proprio no.
Un felicissimo Natale cari amici Lettori!
Ci rivediamo nel 2020!!!

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